Sviluppi tra Italia e Ungheria

I recenti eventi stanno riformulando completamente il concetto di globalizzazione al quale eravamo abituati.

L’accresciuta rischiosità internazionale sta facendo emergere una certa tendenza alla regionalizzazione degli scambi.

Inoltre per accorciare i tempi di approvvigionamento, ottimizzare i costi logistici e per mitigare il rischio dovuto alle catene produttive troppo frammentate molte fasi di lavorazione si stanno trasferendo in Italia o nei paesi vicini dell’area europea.

L’Europa centro orientale rappresenta l’area emergente del continente, con complessivamente 100 milioni di consumatori ed economie tra loro sempre più interconnesse e in sviluppo.

L’Ungheria con la sua posizione geografica strategica nel cuore dell’Europa, che consente di raggiungere 20 diverse nazioni e un bacino di 250 milioni di consumatori nel raggio di mille chilometri, rappresenta il baricentro naturale di questa area.

Ha un sistema fiscale competitivo con un’imposta sugli utili societari del 9% (la più bassa dei paesi OCSE), una imposta sulle persone fisiche del 15% e una burocrazia orientata a snellire le attività aziendali per rendere l’amministrazione societaria il più agevole possibile.

Il settore dell’agricoltura, allevamento e agroindustria (http://www.cocchioni.com/focus-agricoltura-allevamento-e-agroindustria/) in Ungheria merita un particolare approfondimento perché nei prossimi anni avrà un significativo sviluppo.