Un nuovo stile di management

Mentre negli ultimi anni il contesto economico generale è cambiato molto, così come è cambiato il modo di fare impresa, il modello gestionale nella PMI è rimasto sostanzialmente immutato. L’aumento della complessità che si è avuto in questi ultimi anni ha generato cambiamenti enormi nel modo di fare impresa, le aziende hanno cercato di adeguarsi migliorando prodotti e processi, ma lo stile gestionale non è cambiato adeguatamente. Sebbene le PMI abbiano un ruolo determinante in ogni economia e alcune di loro diventino leader di mercato anche in ambito internazionale, la ricerca non ha aggiornato gli studi sulla gestione strategica delle PMI.

In ambito aziendale sono state introdotte numerose innovazioni, paradossalmente però non è stata ancora introdotta quella più importante: rinnovare e aggiornare gli strumenti e gli approcci gestionali, che sostanzialmente seguono ancora le logiche del passato. Il modus operandi gestionale di ieri, fondato sul dare istruzioni e sul controllare, dev’essere superato per affrontare il mercato globalizzato. Questo approccio, spesso rigido, con molte procedure, formalismi e gerarchie, basato sostanzialmente sull’efficienza e sulla massimizzazione dei risultati, è fortemente legato a scenari a breve termine o comunque relativi ad ambiti circoscritti. Sebbene superato, questo metodo è ancora fortemente dominante nelle PMI, viene dato per scontato e spesso non viene messo in discussione. Perciò tuttora vengono utilizzati modelli di controllo, di reporting, di pianificazione e di gestione del personale sostanzialmente immutati da anni. Per avere successo nel nuovo contesto economico servono organizzazioni non gerarchizzate, aperte, flessibili, strutturate a rete, che sappiano far emergere le capacità individuali e che consentano di concatenare le priorità in un processo molto complesso e mutevole. I modelli del passato hanno dei forti limiti, uno dei maggiori è proprio quello di essere assolutamente inadatti per gestire i rapporti internazionali.

Le PMI spesso affrontano i mercati internazionali attraverso relazioni con operatori esteri con i quali hanno rapporti per vari motivi (intermediari, conoscenze, contatti attraverso fornitori o clienti ecc.). L’imprenditore attraverso questi contatti acquisisce informazioni e decide di intraprendere un’azione su un determinato mercato estero, quasi sempre utilizzando le stesse modalità che utilizza nel proprio paese.

Questo modo di procedere oggi non è più sufficiente. Per affrontare i mercati internazionali è diventato obbligatorio costruire e mantenere una posizione strategica di lungo termine, e questo può essere fatto solo con una organizzazione moderna e non, al contrario, attraverso percorsi occasionali e scomposti. Non è sufficiente, come avveniva un tempo, avere buoni prodotti, ma serve possedere una struttura organizzativa valida, capace di comprendere, anticipare e reagire velocemente. Non è più sostenibile gestire l’impresa come è stato fatto nei passati decenni.

La grande instabilità e fluidità degli scenari di oggi impone delle scelte radicali e tempestive.

Il nuovo stile di management è fondato su alcuni pilastri fondamentali:

  • la capacità di gestire contesti incerti;
  • la capacità di sviluppare un pensiero strategico;
  • il saper generare e sviluppare fiducia;
  • il saper creare, gestire e sviluppare sistemi di rete in contesti culturalmente diversi dai nostri;
  • il saper sviluppare e utilizzare metodi di gestione e approcci dinamici e flessibili, ma al contempo supportati da una forte logica e metodologia;
  • il saper immaginare e progettare modelli di business innovativi e complessi;
  • il saper innovare in modo moderno, iniziando dal modo stesso di gestire;
  • il saper sviluppare e diffondere una reale capacità di collaborazione costruttiva;
  • il saper valorizzare e utilizzare asset molto diversi da quelli tradizionali.